| Durante la sua esistenza plurisecolare, la piazza della chiesa è stata teatro di numerosi eventi storici parrocchiali, come la sfarzosa processione svoltasi il 16 agosto del 1795 per solennizzare la rifondazione della confraternita del SS.mo Sacramento, soppressa undici anni prima dagli austriaci ma reclamata a furor di popolo. In tale occasione fu allestita tutt’attorno al perimetro della piazza una scenografica galleria “tutta coperta con tela a tre altezze”, con all’esterno “telloni dipinti a modo di prospettive (una sorta di trompe-l’oeil)” ed una “porta trionfale ascendendo al ingresso della piazza”, il tutto arricchito da “quadri e piante di verdure (gnam!)”. La comunità parrocchiale fu sempre del resto gelosissima della piazza, tanto da non esitare più d’una volta a difenderla strenuamente dagli “attacchi” speculativi immobiliari (che tuttora la minacciano); all’inizio dell’Ottocento, ad esempio, Paolo Curioni edificò su un suo terreno (lo stesso dove oggi sorge l’asilo) un alto cascinale, addossandolo al muraglione di sostegno del belvedere della piazza, e andando così ad impedire “quella libera vista sempre goduta”. I parrocchiani di Castello fecero naturalmente un diavolo a quattro, riuscendo infine ad obbligare il povero Curioni a demolire il suo fabbricato, e ciò grazie ad un antico quanto provvidenziale onere contrattuale (stipulato e legalizzato nel 1704 tra il nobile avvocato Giacomo Arrigoni, all’epoca proprietario del fondo, ed i parrocchiani stessi) gravante proprio sul prato sottostante la piazza, che imponeva di tenerlo in perpetuo “sempre libero e sgombro d’ogni impedimento”: una bella…faccia tosta (o “di tolla” che a dir si voglia), visto che fu proprio la parrocchia ad ingombrare completamente il suddetto terreno costruendovi un secolo dopo il nuovo asilo! |
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