Caricamento in corso...
Parrocchia di Castello sopra Lecco - Ss. Mm. Gervaso e Protaso
   Torna alla pagina principale   Agenda Attività Gruppi Parrocchia Multimedia
venerdì 30 luglio 2010
Parrocchia > Storia > Chiesa Parrocchiale
Affresco rinvenuto su una colonna durante l'ultimo restauroStoria della Chiesa
Anche se le fondamenta rinvenute durante il restauro del 1986 vengono fatte risalire al X secolo, i primi documenti riguardanti la chiesa di Castello datano alla fine del Duecento: in un manoscritto conservato nell’Archivio del Duomo di Milano si ha infatti la prima notizia dell’esistenza dell’edificio (“Leuce ecclesia sancti Protaxii”). Altrove il documento ricorda che vi erano due altari dedicati all’evangelista Giovanni e al Santo Martire Nazaro. La chiesa di Castello era sede prepositurale, come si afferma in una lettera di Papa Benedetto XII che nel 1337 nominava Prevosto di San Gervaso e Protaso di Lecco prete Giacomo Bertaroni. Dalla visita compiuta nel 1455 dall’Arcivescovo Gabriele Sforza si desume l’abbandono in cui versava la chiesa: essa viene detta “mal fabbricata” e addirittura non vi si teneva l’eucaristia. Non c’era nemmeno la campana poiché era stata portata nel borgo di Lecco per la chiesa di S. Nicolò. Ormai quasi abbandonata e di fatto privata della presenza del capitolo, la chiesa di Castello vede nella seconda metà del ‘400 una certa ripresa, tanto da richiedere una riconsacrazione che una nota di messale tramandava al 24 agosto del 1480. Nonostante alcune questioni con i Canonici di Lecco, i Prevosti continuarono a risiedere a Castello fino almeno al 1505, quando la vecchia prepositurale corse il rischio di essere aggregata al Monastero di Santa Maria Maddalena, costruito da pochi decenni fuori dalle mura di Lecco. Nel 1514 viene nominato Cappellano il Canonico Stefano Gazzari: in seguito a ciò la chiesa subì evidentemente un qualche ripristino che la riscattasse dall’abbandono denunciato già nel 1455. I lavori interessarono probabilmente la zona presbiteriale con gli altari e le cappelle, forse con qualche intervento decorativo come le tracce visibili sui pilastri. Ma nel 1550 il delegato arcivescovile Falcone Caccia di Castiglione trovò la chiesa di Castello ancora in abbandono dovuto in parte alle guerre del Medeghino, zio di San Carlo. Quest’ultimo visitò la chiesa nel 1566: la trovò senza Eucaristia, ma il Prevosto aveva fatto restaurare l’altare della Madonna e alzato la sacrestia. I restauri proseguirono: nel 1569 infatti il visitatore delegato Cermenati rilevò che Prevosto e popolazione avevano soffittato la navata centrale, mentre la navata sinistra, terminante nella cappella di San Giovanni, era in corso di restauro per riparare il muro e la copertura in legno. In vista della consacrazione del nuovo Altare maggiore avvenuta il 19 giugno del 1600, festa dei Santi Martiri Gervaso e Protaso, vennero intrapresi importanti lavori di sistemazione e consolidamento del sacro edificio, nonché di abbellimento del suo sobrio interno. Molta cura fu a tal proposito riservata alla scelta dei nuovi arredi, fra i quali va senz’altro segnalato un organo con ante riccamente dipinte, collocato su di una balconata sospesa alla parete destra del presbiterio. Seppur molti dei suoi ambienti (come l’altare maggiore o la sacrestia) furono in tale occasione completamente ricostruiti, la chiesa conservò tuttavia gran parte dell’antico impianto romanico. La Parrocchiale di Castello era circondata da una vasta piazza (in parte occupata dal vecchio cimitero) leggermente più piccola rispetto a quella attuale. Nell’Aprile del 1601 i nobili Arrigoni cedettero generosamente una buona fetta della loro proprietà per permettere la costruzione di una cappella esterna alla chiesa in cui collocare il Battistero (prima situato all’interno della Parrocchiale). Nel contempo, il fiorire dell’economia ed il conseguente aumento della popolazione di Castello avevano reso più impellente l’esigenza di una chiesa più spaziosa ed accogliente; a partire dal 1614 fu pertanto avviata una nuova campagna di lavori per ingrandire e riformare radicalmente l’edificio che proprio in tale occasione perse la quasi totalità della sopravvissuta struttura romanica. Ai primi anni del 1700 risale invece la bella ed armoniosa facciata barocca (appesantita e snaturata da incongrue sovrastrutture risalenti al 1926) ingentilita e movimentata da un fantasioso e pregevole portale in granito progettato nel 1704 dall’Ing. Ruggeri.
Pure il Bovara mise mano alla chiesa: tra il 1814 ed il 1816 ne restaurò il campanile, già sottoposto nel 1792 ad alcuni lavori di consolidamento della sua struttura. Negli anni settanta del XIX secolo la chiesa fu nuovamente oggetto di consistenti ed importanti interventi di manutenzione straordinaria che conferirono ai suoi spazi interni un aspetto molto vicino a quello dei nostri giorni. Significativa data da ricordare della storia della parrocchiale è il 1951: in tale anno si edificò infatti l’attuale spaziosa sacrestia che andò a sostituire quella vecchia, ora adibita a “penitenzieria”. Gli ambienti interni della chiesa di Castello sono stati da poco completamente ristrutturati: al 1986 risale il rifacimento di intonaci, stucchi e decorazioni.
Vista interna della Chiesa Parrocchiale - Ss. Mm. Gervaso e Protaso
   

Visita della Chiesa
Entrando dal portale centrale, la chiesa, nelle giornate di sole, si mostra nella sua luminosità: le tinte chiare delle pareti e delle volte e le decorazioni dorate degli archi e dei cornicioni alleggeriscono la struttura massiccia degli squadrati pilastri in finto marmo. Come il cammino spirituale del cristiano comincia con il battesimo, anche al visitatore conviene subito portarsi nella navata sinistra, dove si può ammirare lo splendido fonte battesimale con ciborio ligneo, sormontato da un affresco del 1911 del Tagliaferri rappresentante il battesimo di Gesù. Alla sua sinistra, sulla parete di fondo è appesa la pietra con l’iscrizione che ricorda la consacrazione dell’altare maggiore avvenuta nel 1600; a destra è invece posto il secentesco dipinto della Pietà. Di fronte ad esso, ai piedi della seconda colonna, uno scavo ha riportato alla luce le antiche fondamenta della chiesa. All’altezza del transetto, si apre a sinistra, verso la sacrestia, l’altare del crocifisso con la preziosa e celebre scultura di Gesù in croce con la Madre e San Giovanni ai suoi piedi; sopra l’ingresso dell’altare, una lunetta raffigura la drammatica scena dell’orto degli Ulivi. In fondo alla navata sinistra è l’altare della Beata Vergine del Rosario. Prima di spostarsi al centro del transetto, occorre soffermarsi davanti all’affresco rinvenuto sulla terza colonna della navata: è visibile una scena del battesimo di Gesù. Il centro della chiesa è punto di visuale importante per diverse opere: innanzitutto l’altare che prende luce dal rosone di geometrie policrome; sulla parete di destra dell’abside rettangolare sono visibili i resti della struttura del precedente edificio; gli affreschi ai lati dell’altare rappresentano il primato di Pietro e una predicazione di Gesù; sulla volta decorata si trovano medaglioni di santi. Dalla navata centrale si possono poi scorgere le due lunette sopra gli altari laterali che rappresentano episodi legati ai Santi Gervaso e Protaso, patroni della chiesa: a destra, sopra l’altare di San Giuseppe, il loro martirio, a sinistra, sopra l’altare della Madonna, il ritrovamento dei loro corpi da parte di Sant’Ambrogio. Alzando lo sguardo si può ammirare la crociera con i quattro evangelisti e lo Spirito Santo; tra le decorazioni appare una Madonna in gloria. La parete d’ingresso è riempita dalla monumentalità del portale con l’organo. Avviamoci all’uscita della chiesa percorrendo la navata destra che ospita, oltre alla statua dell’altare di San Giuseppe, la statua del Sacro Cuore, un dipinto con la morte di San Giuseppe e, nell’armadio a muro in fondo alla chiesa, lo stendardo della Confraternita.

 

[ Visualizza un documento in pdf dettagliato sulla storia della Chiesa Parrocchiale ]
 

Pericolo scampato!
Durante il recente riordino dell'archivio parrocchiale sono riemerse dalla polvere e dall'abbandono tre splendide tavole di architettura datate 4 settembre 1870, raffiguranti rispettivamente la pianta, il prospetto laterale e la sezione longitudinale di una chiesa. Da chi e perché furono realizzate le suddette tavole? Negli anni '60 dell'Ottocento la nostra Parrocchiale versava in pietose condizioni, specialmente dal punto di vista strutturale; la situazione era decisamente grave, tanto che il parroco Rizzi e la Fabbriceria ipotizzarono di costruire ex-novo una spaziosa e "moderna" chiesa al posto di quella già esistente. Fu pertanto chiesto all'ingegner Pestagalli di Milano di concretizzare su "carta" l'ambiziosa idea; egli realizzò quindi vari disegni, tra i quali appunto i tre giunti sino a noi. Da essi in particolare si evince che il nuovo edificio, di forme e proporzioni "ecletticamente" rinascimentali, sarebbe dovuto sorgere più o meno sulla stessa area occupata dalla vecchia Parrocchiale; di quest'ultima si prevedeva di conservare soltanto il campanile (!). Per ovvie ragioni pratiche ed economiche il progetto non fu però attuato: si preferì conservare l'antica chiesa, la quale comunque tra il 1873 ed il 1880 fu sottoposta a radicali interventi di restauro. Del progetto dell'ingegner Pestagalli si tornò a parlare intorno al 1926; in quel periodo infatti fu più volte lamentata la carenza di spazio della Parrocchiale giacché in essa - oltre agli abitanti di Castello - solevano assistere alle funzioni religiose numerosi parrocchiani di Lecco. tra le molte soluzioni proposte (ampliamento della chiesa verso la casa del parroco, costruzione di un nuovo tempio al posto dell'Asilo...) prese presto piede quella più sconcertante ed agghiacciante: si voleva in sostanza costruire un grandioso edificio di culto in luogo dell'odierna villa Brini (argh!), mentre l'antica Parrocchiale avrebbe dovuto far posto ad un enorme e monumentale sagrato di mussoliniana...imperialità. La suddetta macabra, balzana e mostruosa idea fu sul punto di essere realizzata, ma poi - per fortuna - tutto si risolse in nulla giacché non si riuscì ad acquistare la "materia prima" del progetto, e cioè villa Brini: nel Liber Chronicus del 1926 si legge infatti che "...il proprietario, che vi viene a villeggiare in estate, molto affezzionato alla sua casa, non intende assolutamente alienarla...".
A lui dunque spetta un sentito, caloroso e doveroso "grazie" per aver inconsapevolmente salvato da triste e sciagurato destino la nostra amata e bella chiesa parrocchiale!

Parrocchia di Castello sopra Lecco Santi Martiri Gervaso e Protaso
Via Antonio Fogazzaro, 26 - 23900 Lecco (LC) [tel. e fax 0341 364138]

segreteria@parrocchiadicastello.it


webmaster@parrocchiadicastello.it [2001-2010 versione 4.0]