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Commento alla Parola

Lunedì 21: At 1, 12-14; Sal 18 (19); Ef 1, 3-14; Mt 9, 9-17 – S. Matteo, apostolo ed evangelista
«I farisei dicevano ai suoi discepoli: “Come mai il vostro maestro mangia insieme ai
pubblicani e ai peccatori?”» (Mt 9, 11)
Mentre Matteo ascolta Gesù, lascia tutto all’istante e Lo segue, i farisei aprono
sempre discussioni a non finire. Alle loro domande ottengono da Gesù risposte
sapienti, convincenti. Eppure non cambiano perché a loro non interessa capire,
interessa solo combattere contro di Lui. Non cercano la verità, cercano solo di vincere
o almeno di mettere in crisi l’avversario. E se qualche volta si trovano senza
argomenti, vedono questa solo come una sgradevole sconfitta da cui riprendersi al
più presto. Se non ci si muove da questo atteggiamento, che talora è anche il nostro,
si rimane ottusi e non ci si apre alla luce.

Martedì 22: Gc 3, 1-12; Sal 38 (39); Lc 18, 35-43 – Ss. Maurizio e compagni, martiri; B. Luigi Maria Monti, religioso
«Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava
ancora più forte: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”» (Lc 18, 39)
Mentre Gesù entra a Gerico la gente è in festa. Sentire il grido, l’urlo di un povero
disperato che chiede aiuto innervosisce, disturba la folla, che desidera godersi quel
momento di gioia e di gloria in tutta pace. Ma l’urgenza, il bisogno estremo è più forte
e abbatte le esigenze del senso comune. Forse, per non turbare la vita ordinaria che è
già complessa di suo, con i suoi ritmi e le sue regole, rischiamo anche noi di non dare
troppo peso alla voce del povero, che ci obbligherebbe ad un cambio di
comportamento, ad una conversione. Eppure quel giorno Gesù si fermò e il povero lo
ascoltò e lo accontentò.

Mercoledì 23: Gc 3, 13-18; Sal 36 (37); Lc 19, 11-27 -S. Pio da Pietrelcina
«Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”» (Lc 19, 13)
Far fruttare i propri talenti richiede creatività. Non è sufficiente inserirsi nella storia degli uomini limitandosi ad obbedire, ad assecondare, ad entrare in qualcosa di già noto. Può moltiplicare davvero solo chi ha l’audacia di percorrere strade nuove. Ovviamente non si tratta di essere eccentrici o estrosi a tutti i costi, ma di ascoltare Dio e comprendere che le vie dell’amore vanno percorse con dedizione e coraggio, valorizzando anche il confronto e accettando i consigli, non dimenticando che ciò che nasce dalla comunione, da una vera condivisione, ha un futuro più grande. Perché da soli si va più in fretta, ma insieme si va più lontano.

Giovedì 24: Gc 4, 1-10; Sal 50 (51); Lc 19, 37-40 – S. Tecla, vergine e martire
«Tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto» (Lc 19, 37)
Ci sono momenti nella vita in cui ci capita di tirare un bilancio su ciò che è stata la nostra esistenza, può essere un compleanno, un anniversario… Se si sa ben guardare ci si trova a contemplare tutti i miracoli che il Signore ha compiuto in noi ogni giorno. Lo si vede sempre all’opera anche e soprattutto nei momenti più difficili, quelli in cui magari ci sentivamo abbandonati. Allora è impossibile non essere pieni di gioia e lodare e ringraziare come fa la folla, anche se sappiamo che Gesù scenderà dal monte degli ulivi per salire poi il Calvario. Ma avremo la certezza di non essere mai da soli.

Venerdì 25: Ger 33, 17-22; Sal 8, 2. 4-7; Mt 7, 24-27 – S. Anàtalo e tutti i santi vescovi milanesi
«Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia» (Mt 7, 24)
Più passa il tempo e più ci accorgiamo come sia difficile costruire la propria vita sulla Parola di Gesù e come sia più semplice affidarci al buon senso, alla logica e alla razionalità. A vent’anni è più facile essere radicali, portare avanti un sogno ed essere pronti a giocare il tutto per tutto per realizzarlo. Poi le difficoltà della vita e anche i successi ci modificano, ci fanno assumere un comportamento più pacato, più condiscendente, in qualche modo siamo pronti al compromesso. A qualunque età è tempo di svegliarci se vogliamo essere felici. Occorre chiederci ogni volta, di fronte a qualunque scelta non quale sia la più ragionevole, ma quale sia quella che il Signore ha pensato per me.

Sabato 26: Dt 15, 12-18b; Sal 97 (98); Fm 1, 8-21; Mt 8, 5-15 -Ss. Cosma e Damiano, martiri
«Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva» (Mt 8, 15)
Ecco due guarigioni di seguito. Sappiamo che le guarigioni fatte da Gesù riguardano
prima il cuore e poi il corpo. Perciò ognuno di noi sa di essere più volte stato guarito.
Ma non si è veramente guariti se ciò che riceviamo lo teniamo per noi. Questa donna
non aspetta un attimo, non chiede altre attenzioni, si mette immediatamente a
disposizione e incomincia a servire il Signore.

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