Nessun commento

Commento alla Parola: 23.11.2020 – 28.11.2020

Lunedì 23: Ger 2, 1-2a; 3, 1-5; Sal 76 (77); Zc 1, 1-6; Mt 11, 16-24
S. Clemente I, papa e martire; S. Colombano, abate
«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”» (Mt 11, 16-17)
Questi bambini sono artisti intraprendenti, creano piccoli spettacoli, animano come possono la vita della piazza, ma i loro amici rimangono lì oziosi a chiacchierare, insoddisfatti e annoiati, li guardano senza lasciarsi coinvolgere, sono bravi solo a criticarli. Corriamo anche noi questo rischio. Disperderci in conversazioni inutili o in discussioni senza fine che svuotano il cuore, attendere sempre che siano gli altri a cambiare, taglienti nel condannare, forti nel distruggere, poveri nel costruire. Se ci aiutassimo a fissare lo sguardo sulle cose belle che Dio ci regala, saremmo più grati e felici e il Vangelo correrebbe più spedito.

Martedì 24 : Ger 3, 6-12; Sal 29 (30); Zc 1, 7-17; Mt 12, 14-21
«Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le
nazioni» (Mt 12, 20-21)
Abituati a disegnarlo come un censore dal cuore arido, che applica solo le leggi
con rigore, ci siamo inventati un Dio che per fortuna non esiste. Com’è
incoraggiante invece il Dio di Gesù Cristo, che realizza la profezia di Isaia: non
sciupa ma valorizza ogni frammento, raccoglie ogni scintilla per aiutarla a
brillare, non umilia chi è fragile, ma lo rincuora sempre perché non smette di
credere in lui. Solo così si realizza una giustizia misericordiosa che fa crescere
l’umanità, solo in Lui troveremo una speranza eternamente nuova che ci
permette di rinascere dopo ogni sconfitta, di risorgere dopo ogni errore.

Mercoledì 25: Ger 3, 6a. 12a. 14-18; Sal 86 (87); Zc 2, 5-9; Mt 12, 22-32
S. Caterina di Alessandria, vergine e martire
«Ma i farisei, udendo questo, dissero: “Costui non scaccia i demòni se non per
mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni”» (Mt 12, 24)
Le fake news (le bufale diremmo in italiano) non sono una novità di oggi:
anche attorno a Gesù c’era chi le inventava tutte pur di seminare il sospetto,
di raffreddare i cuori, screditando con accuse insensate. La replica di Gesù
mostra l’illogicità delle accuse, ma in qualcuno la pulce nell’orecchio rimane e
le diffamazioni raggiungono qualche obiettivo. Si tratta poi di insistere, di farsi
forti, di manovrare le opinioni, creando l’impressione di essere gruppi
numerosi e autorevoli e alla lunga può andare a finire come accadde a Gesù. È
la lotta contro lo Spirito santo, contro la Verità e per costoro Gesù ha parole
fortissime.

Giovedì 26: Ger 3, 6a. 19-25; Sal 85 (86); Zc 2, 10-17; Mt 12, 33-37
B. Enrichetta Alfieri, vergine
«Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi?
La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda» (Mt 12, 34)
Cosa abbiamo nel cuore? Quali sono i suoi pensieri, gli obiettivi che lo agitano?
Se lo scopriamo malato, come si fa a guarirlo? Gesù risponde che è sufficiente
ascoltare le parole, la salute del cuore la capisci dal tono di voce, o anche dalla
capacità di tacere. Se ci capita di ritrovarci inaciditi, pungenti, scontrosi
dovremo fare come quando vediamo che una pianta di casa è un po’
rinsecchita: apriamo le finestre, la esponiamo alla luce, la nutriamo di acqua
perché ritrovi freschezza. Esporci all’Eucaristia ci rigenera, ascoltare la Parola
ci illumina, riprendere ad amare i fratelli ci placa e riscalda il cuore.

Venerdì 27: Ger 3, 6a; 4, 1-4; Sal 26 (27); Zc 3, 1-7; Mt 12, 38-42
«Allora alcuni scribi e farisei gli dissero: “Maestro, da te vogliamo vedere un segno”» (Mt 12, 38)
Ci stupisce un po’ questa richiesta di scribi e farisei: i Vangeli ci riportano infatti segni, miracoli di Gesù a non finire. Ma sappiamo che per chi non vuol credere i segni non bastano mai e non è per nulla automatico che un miracolo spinga alla conversione. Inoltre il tono della loro richiesta fa pensare a quando ci avviciniamo alla macchina delle merendine o delle bibite: basta inserire l’importo e schiacciare il pulsante e si ottiene quello che si vuole. Ma questo è un rapporto meramente funzionale, che vuole ottenere il risultato evitando accuratamente la relazione, mentre Gesù vuole anzitutto entrare in contatto con noi. Come poteva accontentare una richiesta simile?

Sabato 28: Ger 3, 6a; 5, 1-9b; Sal 105 (106); Eb 2, 8b-17; Mt 12, 43-50
S. Giovanni di Dio, religioso
«Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando
sollievo, ma non ne trova. Allora dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono
uscito”. E, venuto, la trova vuota, spazzata e adorna». (Mt 12, 43-44)
Viviamo tutti, prima o poi, momenti di vivacità spirituale, di gioia per la vita
cristiana, periodi di grazia in cui i doni di Dio sembrano moltiplicarsi di
continuo. Ci sono infatti epoche in cui il Signore ci tiene lontani dai pericoli e ci
fa vedere con abbondanza il Suo amore. Occorre però vigilare, perché non
sarà sempre così. Bisogna perciò riempire la vita di dedizione verso tutti, di
generosità coraggiosa, di slanci verso Dio e verso i fratelli, di una Parola che
non smette di risuonare e dirigere le scelte. Altrimenti qualcun altro occuperà
gli spazi vuoti, tanta ricchezza accumulata andrà sprecata e ci ritroveremo
prigionieri degli idoli che bruciano la vita.

I commenti sono chiusi.